Crosato scova i ristoranti “a dieci euro a mezzodì”
Il Gazzettino, 14 gennaio 2015

Le televisioni esaltano la gastronomia con infiniti programmi dedicati alla tavola. E il trevigiano Francesco Crosato lo fa in versi. Poesie gustose come i piatti che descrive, dedicate ad alcuni ristoranti di casa nostra nel bel libretto (sessanta pagine) intitolato “10 ristorantini a 10 euro a treviso a mezzodì” edito da Antilia. Menù da leccarsi le dita a prezzi contenuti. I trevigiani sono stati da sempre bongustai di trippe in modo particolare come dimostra il vecchio e secolare ponte dei triperi. Ma poi sono venute altre delicatezze: dal radicchio al prosecco, dai funghi alle erbette di primavera. I nostri ristoratori ne hanno fatto un settore di eccellenza non solo per il palato ma anche per l’immagine della Marca e l’economia. Qui, in pianura e nelle colline, vengono per mangiare bene anche da fuori. E siccome dicono che il cibo è anche cultura, i trevigiani ne hanno fatto un motivo di vanto. Con la pancia piena e il palato ben soddisfatto il carattere diventa più pacifico, meno bellicoso. Sarà anche questo che ha fatto dei trevigiani persone accomodanti. Non è forse verso che qui domina incontrastato il mi no’ vòo conbatàr? Perché rovinarsi la vita quando si può vivere così bene coi piedi sotto la tavola?
Francesco Crosato è uno degli aedi della gastronomia nostrana. E lo dimostra il fatto che il suo vademecum sta incontrando schiere di lettori. Non è vero che mancano i lettori oggi, mancano forse gli argomenti appetitosi. Ma Crosato ha scelto il più appetitoso. Ed è stato premiato.

 

 

Francesco Crosato celebra in versi la bontà di dieci ristoranti
La vita del popolo, 25 gennaio 2015

Che ai trevigiani piaccia la buona tavola è noto da sempre. Nel Seicento erano famosi come mangiatori di trippe. E, guarda caso, uno dei numerosi ponti cittadini si chiamava appunto dei tripèri. Adesso la Marca è un centro d’eccellenza per i suoi ristoranti e la sua gastronomia che celebra i suoi fasti e le sue laiche liturgie in ogni stagione. A elogiare la bontà delle nostre tavole è anche il poeta di casa nostra Francesco Crosato che, in versi, ha celebrato la bontà di  dieci ristoranti con un libriccino dal titolo 10 ristorantini a 10 euro a treviso a mezzodì, edito da Antilia. Una edizione di lusso dal punto di vista tipografico con carta di pregio e una copertina da veri bibliofili. Cioè, ad una cucina d’eccellenza un libretto (sessanta pagine con disegni di Alessandro De Bei) per intenditori. Sulle tavole i cuochi porteranno, a prezzi popolari, il meglio delle delizie del palato. Che continuano ad incantare i trevigiani e non solo. Perché – dicono – la cucina è cultura. “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” recita un proverbio inventato da chissà chi. Ma una parte di verità c’è. A dispetto di Seneca che disprezzava la buona tavola con la scusa che, appena inghiottito, quel cibo tanto degustato si trasformava in poltiglia disgustosa. Ma – pare – non abbia avuto molti seguaci. Se vedesse i programmi odierni che le televisioni riservano al cibo inorridirebbe. O cambierebbe idea. Ma, di certo, Seneca non conosceva la cucina trevigiana. I trevigiani invece sì e ne sono orgogliosi. E adesso possono contare anche sulla miniguida di Francesco Crosato.